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Graphofeel Edizioni Gianni Caproni Ascesa e declino di Gianni Caproni, protagonista della storia dell'areonautica italiana della prima .. Product #: FOR007 Regular price: $12.00 $12.00 Disponibile
Editore: Graphofeel Edizioni
Codice del prodotto: FOR007
Disponibilità: Disponibile
Autore: Mario Pacelli, Pietro Lonati
ISBN: 978-88-97381-23-5

12,00€

Sinossi

Ascesa e declino di Gianni Caproni, protagonista della storia dell'areonautica italiana della prima metà del secolo scorso. Il libro, corredato da una accurata documentazione, narra la vicenda esemplare di un industriale italiano con un ambizioso progetto, che rimase coinvolto in numerosi scandali finanziari. La sua industria, una delle più importanti del nostro Paese, non resse alla modernizzazione della produzione degli anni ‘50.

Autore

mario pacelliMario Pacelli è stato a lungo funzionario della Camera dei Deputati, occupandosi tra le altre cose delle Commissioni bicamerali d’inchiesta e dell’Archivio storico. Docente di diritto pubblico, è autore di numerosi saggi di storia parlamentare tra cui Le radici di Montecitorio (1984), Bella gente (1992), Interno Montecitorio (2000), Cattivi esempi (2001).
Per Graphofeel ha già pubblicato Cantiere Italia (2011), Dossier Andreotti (2013) e Gianni Caproni (2014).

 

Intervista all'autore de "Cantiere Italia"

Mario Pacelli, Cantiere Italia è un libro di circostanza?

Il 150° anniversario dell'Unità nazionale è stato solo l'occasione per pubblicare alcuni studi che ho effettuato negli ultimi anni sul Risorgimento e sugli uomini illustri di quel periodo. Il risultato mi ha portato a riflettere anche sull'inadeguatezza e scorrettezza di alcune conclusioni forse troppo affrettatamente date per acquisite; prima fra tutte quella della esaltazione acritica di tutti quegli uomini e di tutti quei fatti, ad iniziare dalla lotta contro il brigantaggio meridionale, una vera guerra anche se mai dichiarata, condotta da italiani contro altri italiani.

È passato un secolo e mezzo dal 1861: cosa è cambiato per gli italiani?

A mio avviso, molto più di quanto siamo soliti pensare. Un secolo e mezzo fa l'Italia era un Paese in arretrato con il processo di modernizzazione, con redditi individuali, salvo poche eccezioni, molto bassi, con una popolazione che traeva il necessario per vivere da un durissimo lavoro nei campi, con un'alta percentuale di analfabeti, senza scuole né ospedali, dove anche donne e bambini lavoravano fino a quattordici ore al giorno per un magro salario. Qualcosa, molto, se non tutto, è cambiato.

L'Unità d'Italia: chi ha vinto e chi ha perso?

Credo che abbiano vinto gli italiani, o almeno quelli tra loro che vedevano lucidamente l'unità nazionale come la sola soluzione possibile per inserirsi tra le grandi nazioni europee: non dimentichiamo che anche i tedeschi, nello stesso periodo, decisero di battere la strada dell'unità nazionale e per gli stessi motivi. Certamente vi furono persone favorite dall'unificazione, e altre danneggiate, ma nel complesso gli aspetti positivi prevalsero nettamente su quelli negativi: l'unificazione del debito pubblico, per citare solo un esempio, non giovò alle regioni meridionali, che avevano floride finanze, ma che solo con l'Unità riuscirono a spezzare il regime post-feudale che le soffocava.

Unità e federalismo sono conciliabili?

Maggiori livelli di autonomia degli enti territoriali significano anche correzione di alcuni errori compiuti nel processo di unificazione nazionale. L'importante è conservare lo spirito, che è quello di un solo Paese, un solo Stato, un solo popolo, principi che peraltro credo, o almeno spero, nessuno voglia nemmeno porre in discussione.

 


non disponibilePietro Lonati, bergamasco, classe 1956, laureato in giurisprudenza, si è avviato alla professione legale. Nel 1986 ha incontrato il suo primo computer e da allora non si è più occupato di altro. Attualmente si dedica al software per le operazioni di borsa nei mercati finanziari. È coautore, assieme a Mario Pacelli, del saggio Gianni Caproni.

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