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Graphofeel Edizioni Teste di maschio "Evidentemente sono una totale analfabeta dei rapporti uomo - donna... e, quel che è più pericoloso,.. Product #: CUR001 Regular price: $10.00 $10.00 Disponibile
Editore: Graphofeel Edizioni
Codice del prodotto: CUR001
Disponibilità: Disponibile
Autore: Silvia Pantone, Francesca Rebora
ISBN: 978-88-97381-08-2

10,00€

Sinossi

"Evidentemente sono una totale analfabeta dei rapporti uomo - donna... e, quel che è più pericoloso, un'analfabeta affamata, pronta a cacciarsi nuovamente nei guai alla prima buona occasione." Mariti traditori, amici sentimentali, amministratori delegati pornomani, ortopedici cinefili, suoceri ubriachi di viagra, colleghi serpenti: tutti inesorabilmente, inequivocabilmente, ostinatamente MASCHI.

Silvia Pantone e Francesca Rebora sono due signore milanesi di mezza età. Conducono una vita molto più tranquilla e monotona delle loro omonime letterarie. In compenso sono dotate di una fervida immaginazione.

Autore

silvia pantoneSilvia Pantone è lo pseudonimo di una signora che ha 46 anni, un ex marito che si chiama Carlo, una figlia adolescente e un cane bassotto. Vive a Milano dove gestisce una piccola agenzia pubblicitaria. È coautrice del romanzo autobiografico Teste di MASCHIO insieme a Francesca Rebora.

 

 

Intervista a una delle autrici di "Teste di Maschio"

Silvia, come è nata l’idea di Teste di MASCHIO?

In realtà una parte del libro ce la siamo ritrovata già bell’e fatta. È bastato rileggere le mail e gli sms che siamo solite scambiarci, per renderci conto che c’erano una quantità di spunti perfetti e di situazioni tipiche che non riguardavano solo noi, ma la vita di una buona parte di altre donne. A quel punto, si è trattato solo di lavorare un po’ di fantasia per dare un filo preciso alla trama.

Teste di MASCHIO è scritto a quattro mani. Come vi siete organizzate per dare coerenza narrativa al romanzo?

La storia, come dicevo, è nata un po’ da sola; non c’è stato bisogno di cercare una particolare coerenza; ci è bastato essere noi stesse (e, nel caso degli “altri” personaggi, osservare con un po’ di attenzione chi avevamo intorno). Diverso il discorso per quanto riguarda lo sviluppo della trama nei suoi dettagli: per questo abbiamo avuto bisogno di una buona quantità di incontri (in genere accompagnati da uno o più aperitivi a base alcolica, giusto per mantenerci “nella parte”) e da una serie di riscritture, che ci consentissero di portare avanti in modo parallelo ed equilibrato le vicende dei diversi interpreti.

In Teste di MASCHIO la guerra tra i sessi è forse la vera protagonista. Trovate che l’universo maschile e quello femminile siano veramente distanti?

Sì. Distanti. Distantissimi. Talmente distanti che forse non è il caso di parlare di guerra: anche quella in fin dei conti è una forma di comunicazione. Maschi e femmine, invece, parlano lingue completamente diverse. Non che questo sia un problema: anzi, confrontarsi con un mondo alieno fa parte del piacere e del divertimento di venire a contatto con il sesso opposto. L’importante è non aspettarsi mai di capire o di venire capite per davvero: per quello ci sono, rispettivamente, le amiche e gli amici.

Teste di MASCHIO è scritto utilizzando un “modello di genere” particolare, una attualizzazione del romanzo epistolare. Cosa vi ha spinto a fare questa scelta?

Ci piaceva l’idea del dialogo continuo, dello scambio di battute. Tanto più che telefonate, mail e sms sono una parte integrante della nostra quotidianità: è difficile prescinderne, se si cerca di rappresentare la vita di oggi così com’è. E poi a me, personalmente, i romanzi epistolari sono sempre piaciuti; c’è una deliziosa componente di voyeurismo nel ficcare il naso nella corrispondenza altrui, sia pure per finzione letteraria.

Quanto conta l’ironia nella vita, e in particolare nella vita di una donna?

È assolutamente fondamentale; in molti casi, una vera e propria tattica di sopravvivenza. Anche se, a guardar bene, si riesce a essere ironici solo se si è intelligenti, ed è forse questo il vero requisito indispensabile per far fronte alle difficoltà, ai problemi, alle delusioni. Comunque, uno sguardo ironico sulle cose consente non solo di alleggerire le situazioni, ma – spesso – anche di affrontarle in modo più efficace. Come si dice nel libro, “che lo humor sia con voi”.

Dopo Teste di MASCHIO avete in progetto di scrivere altre cose insieme? E separatamente?

C’è già un corposo fascicolo di appunti per le prossime avventure di Silvia e Francesca. E per il momento penso di dedicarmi al sequel di Teste di MASCHIO. Sono troppo pigra per seguire tante cose in contemporanea!


francesca reboraFrancesca Rebora è lo pseudonimo di una signora che ha 47 anni, un ex marito che si chiama Carlo, una figlia adolescente e un cane terranova. Vive a Milano dove gestisce un piccolo service editoriale. È coautrice del romanzo autobiografico Teste di MASCHIO insieme a Silvia Pantone.

 

 

 

Intervista a una delle autrici di "Teste di Maschio"

Francesca, come è nata l’idea di Teste di MASCHIO?

Il progetto di scrivere una storia di “quotidiane catastrofi” ci girava in testa già da parecchio tempo; per la precisione, da quando ci siamo accorte che i nostri amici non solo non si annoiavano ad ascoltare i nostri “racconti di vita vissuta”, ma anzi li richiedevano a gran voce. È così che è nata l’idea del “Grande Sceneggiatore”, l’entità superiore che guida i destini di ogni donna. E li guida invariabilmente verso risultati disastrosi...

Teste di MASCHIO è scritto a quattro mani. Come vi siete organizzate per dare coerenza narrativa al romanzo?

In pratica, ci siamo “appropriate” ciascuna di un paio di personaggi e li abbiamo sviluppati in relativa autonomia; in qualche modo sono stati loro stessi, una volta messi a contatto, a far progredire la storia con le loro interazioni. Comunque, dalla prima bozza al risultato finale ci sono voluti quasi due anni di modifiche, aggiustamenti e revisioni. Fatti – questi sì – a quattro mani, discutendo e valutando ogni intervento. Fortunatamente abbiamo opinioni e modi di scrivere molto simili: questo ci ha permesso sia di mantenere omogeneità di scrittura, sia di evitare momenti di “stallo”.

In Teste di MASCHIO la guerra tra i sessi è forse la vera protagonista. Trovate che l’universo maschile e quello femminile siano veramente distanti?

Distanti. Distantissimi. In questo concordo con Silvia. Uomini e donne parlano due lingue diverse. Alla fine, dopo anni di frequentazione, uno può arrivare a capire magari il senso delle parole dell'altro. Ma non a coglierne le sfumature. Anzi, ora che ci penso: gli uomini hanno sfumature??!!

Teste di MASCHIO è scritto utilizzando un “modello di genere” particolare, una attualizzazione del romanzo epistolare. Cosa vi ha spinto a fare questa scelta?

Rileggendo i nostri scambi di email e di sms, ci siamo ritrovate con una quantità di materiale già pronto. Bastava cambiare poche cose, creare una trama, accentuare le caratteristiche dei personaggi. Intervenire sulla forma, rendendo la narrazione più “tradizionale”, avrebbe significato perdere in freschezza e in immediatezza di linguaggio.

Quanto conta l’ironia nella vita, e in particolare nella vita di una donna?

Nella vita (salvo REALI catastrofi) non ci sono persone fortunate e persone sfortunate. Ci sono persone capaci di ridere sulle proprie disavventure, e altre che invece ne fanno una tragedia. Per una donna, poi, l'ironia è ancora più necessaria. È forse il sistema più valido per sostenere senza grossi danni la quantità di pressioni e doveri (decisamente maggiori rispetto agli uomini) che dobbiamo affrontare. Le donne, per fortuna, spesso non hanno paura di “ridersi addosso”. Cosa che i maschi raramente fanno, per paura di perdere in dignità.

Dopo Teste di MASCHIO avete in progetto di scrivere altre cose insieme? E separatamente?

Ci siamo affezionate ai nostri personaggi, e loro si sono affezionati a noi. Ormai siamo sommerse dagli spunti e dalle fonti di ispirazione. Il secondo volume è in gestazione, secondo il nostro solito metodo di lavoro. Certo, nel frattempo ognuna di noi coltiva i propri progetti personali. Ma non a scadenza immediata.

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