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La Nouvelle Vogue- Ricettario Patafisico

Recensione apparsa su

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pubblicata il 22 dicembre 2016

Ricettario Patafisico di Laura Bonelli 

Se ancora non avete deciso il menù per Natale e state cercando qualche idea originale, ecco un libro pieno di soluzioni e spunti interessanti.

 LA SCRITTRICE LAURA BONELLI HA PRESENTATO A ROMA, NELLA DELIZIOSA CORNICE DELLA LIBRERIA KOOB, IL SUO ULTIMO ROMANZO INTITOLATO RICETTARIO PATAFISICO EDITO DA GRAPHOFEEL.

MA ANDIAMO PER GRADI. INTANTO CERCHIAMO DI CAPIRE COS’È LA PATAFISICA.

Alfred Jarry definisce la Patafisica come ‘La scienza delle soluzioni immaginarie’. Essa studia il particolare e spiega le leggi che si basano sulle eccezioni grazie all’esistenza di un universo parallelo al nostro.

Lo scrittore e drammaturgo francese in ‘Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico’ racconta la storia del dottor Faustroll che un giorno decide di fare un viaggio da Parigi a Parigi, via mare. La sua avventura ricca di filosofia e terre immaginarie, ci permette di guardare la realtà da altre angolazioni.

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Convenzionali- Ricettario Patafisico

Recensione di Gabriele Ottaviani apparsa su

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pubblicata il 16 dicembre2016

Ricettario Patafisico

 

Una domenica c’era bel tempo, mordeva il freddo, ma il sole splendeva orgoglioso.

Ricettario patafisico, Laura Bonelli, Graphofeel. La patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie dallo scrittore e drammaturgo Alfred Jarry esplicitata nel libro Gesta e opinioni del Dottor Faustroll, patafisico. Faustroll compie un viaggio via mare da Parigi a Parigi, attraversando canali, territori, isole e poemi letterari, conducendo il lettore laddove solo l’immaginazione avrebbe potuto portarlo. La patafisica ha diversi simboli: l’asse, ossia il vascello di Faustroll, la candela verde, la spirale a vortice detta giduglia e Padre Ubu, ventre enorme e testa a pera, simbolo dell’ingordigia e del pensiero tradizionale e borghese. Esiste pure un calendario patafisico, che inizia l’otto di settembre, giorno in cui nacque a Laval, nella Mayenne, trecento chilometri circa a sudovest di Parigi...
               

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CulturaMente- Lo scrittore non ha fame

Recensione di Maurizio Carvigno apparsa su 

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pubblicata il 13 dicembre 2016

Lo scrittore non ha fame. L’ultimo romanzo di Maria Letizia Putti

“Sono sbalordita. Farei a meno di andare al lavoro per avere tempo da dedicare alla lettura. C’è un tesoro nelle novelle”.

Una sera come tante in una bella casa di Orvieto, un luogo straordinario dove arte e paesaggio hanno da secoli stretto un’alleanza segreta e infinita. Claudia ha appena finito di leggere i racconti che suo marito, a sua insaputa, ha scritto ed è letteralmente entusiasta. Di libri se ne intende per questo consiglia ad Andrea di far leggere quei racconti a qualche editore e prima di un bacio gli dice semplicemente “pensaci”.

Andrea Visconti, un lavoro alla Biblioteca Nazionale di Roma, una passione per la musica, una bella e numerosa famiglia, a tempo perso scrive, lo fa sul treno, quello che quotidianamente prende per andare e tornare dalla capitale. Sul quel mezzo, che sa di antico e moderno, che attraversa dondolando placido panorami sempre uguali e al tempo stesso magicamente diversi, Andrea, come un attento fotografo, osserva i viaggiatori, scruta i loro volti, indovina le storie che si celano dietro atteggiamenti apparentemente ripetitivi e, infine, scrive, eternando su fogli volanti le sue sensazioni, le sue immagini, le sue verità. Sulle prime l’esortazione di sua moglie a pubblicare quanto scritto, un romanzo e numerosi racconti, rimane confinata nel medesimo cassetto dove sono racchiusi quei fogli sparsi, poi, però, quel cassetto Andrea lo apre e prova a far leggere tutto a un editore, un piccolo ma entusiasta editore, e la sua vita semplicemente cambia.

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